Un articolo del magazine liquida parla delle tante ecomamme che scrivono ogni giorno nei loro blog , tra queste (con grande piacere ^_^) ci sono anch'io !
Vi riporto qui nel mio blog l'articolo.
Le ecomamme che pensano all’ambientePannolini lavabili, omogenizzati fatti in casa, vestiti cuciti a mano: aumenta il numero di mamme che pensano ai propri figli e all’ambiente.E’ sempre più pressante e necessario pensare all’ambiente e alla sua salvaguardia in ogni ambito della nostra vita: lo sanno bene le ecomamme che cercano di ridurre al minimo lo spreco, cominciando proprio dalla cura consapevole e responsabile del proprio bambino.
Le mamme ecologiche - un vero esercito negli Stati Uniti - sono molto agguerrite anche in Italia e come scrive
Pane amore e creatività, citando un articolo comparso su “
Repubblica”, combattono con l’arma dei consigli e pensando al futuro dei propri bambini:
Ovunque le donne, le gorettes, come le chiamano in America, soprattutto quelle con bambini piccoli, si interrogano con passione sul mondo che verrà. «Eco mamma è un termine che mi piace», scrive Eco Mamma su www.noimamme.it, «un termine usato da una madre che guarda al futuro e spera di lasciare un mondo pulito o, almeno, un mondo meno zozzo, ai propri figli. Lo so, detta così sembra una pubblicità e neanche troppo bella, ma non lo è affatto, è solo coscienza umana o meglio coscienza di mamma». Cioè personale, emotiva. «Abbiamo tutti delle responsabilità nei confronti dell’ambiente», interviene la trentenne del Connecticut Sommer Poquette (www.greenandcleanmom.org), «ma le madri sono più sensibili: pensiamo ai figli e a tutta la roba chimica che ingurgitano e che li fa ammalare, non è triste? Ma questa tristezza ci fa diventare più motivate, più determinate».
Le ecomamme usano pannolini lavabili (ora esiste anche un sito che fornisce tutte le informazioni del caso: www.pannolinilavabili.info), cuciono, riciclano e stanno lontane il più possibile da prodotti chimici.
Di pannolini ecologici parla anche questo post di Mammenellarete:
Ogni giorno in Italia vengono consumati 6 milioni di pannolini e un bimbo in tre anni ne usa circa 4.500, cifra pari a 20 alberi di grandi dimensioni.
Produrre pannolini, infatti, inquina pesantemente perché servono plastica, polpa di legno, procedimenti chimici per assicurare il massimo grado di assorbimento.
I pannolini usa e getta necessitano di ben 500 anni per decomporsi e da soli costituiscono il 10% di tutti i rifiuti urbani.
Ma che cosa significa “pannolino ecologico”? Esistono in commercio pannolini fabbricati con materiale biodegradabile e termoplastico a base di amido di mais. Questi pannolini sono realizzati con materiali naturali che, quindi, oltre a non danneggiare l’ambiente, riducono l’insorgenza di irritazioni causate dal contatto con la plastica.
Esistono poi mutandine lavabili, simili ai normali pannolini “usa e getta” ma riutilizzabili dopo averli appunto lavati in lavatrice. Questi panni hanno degli speciali filtri (simili agli assorbenti femminili) per la popò che si buttano direttamente in pattumeria.
Ecomamma, che nel suo blog offre spunti validissimi e consigli per tutte le mamme e persone che vogliono consumare in modo critico e ci spiega anche perché ha detto no agli omogenizzati per lo svezzamento di suo figlio:
ho scelto una via più naturale per lo svezzamento di Ricky, per le seguenti ragioni, tutte (o quasi) scaturite da personalissime riflessioni:
* prima di tutto per essere un alimento (verdura, pesce, formaggio, frutta…) in vasetto, necessariamente conterranno quanto meno dei conservanti (se non anche aromi e coloranti), non contenuti nei prodotti freschi. Ho preferito che mio figlio non si mangiasse i conservanti con la pappa.
* inoltre il fatto che siano confezionati vuol dire che durano qualche anno…se penso che il prodotto scade tra 2 anni mi sembra fresco, ma se penso che è stato confezionato 2 anni fa fa tutto un altro effetto…
* il processo di omogeneizzazione, peraltro, fa perdere agli alimenti la maggior parte dei principi nutritivi.
* barattoli e barattolini producono rifiuti, inquinano con il trasporto e costano molto molto molto molto più dei prodotti freschi!
Da ultimo c’è da dire che svezzando il bambino dopo i 6 mesi (come raccomandato dall’OMS) non c’è bisogno di dare il cibo omogeneizzato, ma il bambino è pronto a digerire il cibo vero!
Alle ecomamme ha dedicato una puntata anche la trasmissione televisiva “Le invasioni Barbariche” de la 7: Lauràpoli riassume così il pensiero dei padri presenti in studio:
ll papà presente, l’unico che avrei strozzato. Non ho capito perché a propostio di pannolini lavabili non si è detto subito che “fanno bene alla salute del bimbo”, dando così l’agio a quel xxx di “ecopapà moderato” (come si definiva) di dire che lui ha provato i pannolini naturali e “subito il popò si è arrossato” e quindi lui tra l’inquinamento e il popò del figlio sceglie il popò del bimbo…!! come stravolgere la verità. Lui nemmeno sa dove compra i prodotti che mangia (”se ne occupa mia moglie”…)
I punti di vista sull’argomento sono sempre contrastanti e c’è anche chi pensa al tempo come risorsa primaria e guarda con scetticismo a queste scelte, a volte considerate integraliste.
Ecomamma li chiama i genitori diffidenti e di loro dice:
Avete anche voi l’impressione che i genitori “tradizionali” (passatemi il termine, vi prego, altrimenti mi incarto con le perifrasi…), quelli quindi che hanno seguito un piano di svezzamento tradizionale, quelli che hanno usato i p@mpers, quelli che usano l’olio johns@n, quelli che usano il girello etc etc etc siano i più scettici, i più diffidenti verso uno stile di vita eco? Che abbiano anche una puntina, come dire, di disprezzo?
Io ogni tanto lo noto…dall’inizio, dal “vedrai che non ce la fai!”, alle smorfie mentre racconto, alla ricerca della falla nei miei metodi (”vedi che non è perfetto neanche il tuo di metodo???”).
E allora mi chiedo: perché?
Perché chi ha il coraggio di fare delle scelte *difficili* (che poi in realtà così difficili non sono!), fa apparire in difetto chi non le ha fatte?
Forse è proprio la paura dell’impegno che spinge molti a preferire la strada conosciuta: di certo l’ambiente potrà aspettare ancora per poco e forse dovremmo tutti cercare di essere un po’ “tradizionali” e un po’ “eco” per garantire ai nostri figli un mondo migliore.
Post pubblicato da:
Francesca Sanzo il 31 Ottobre 2008 -
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